Intervista al Preside: il rispetto dell’ambiente come parte di un progetto educativo

  • 15 Marzo 2022

di Miriam Chimenti e Miriam Falcone

L’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” è il più grande della provincia materana, e tra i maggiori della Basilicata. Molto dinamico, si contraddistingue per la modernità dei suoi progetti, è legato al territorio ed è sempre attento all’ambiente. Non a caso, è molto attivo in due azioni orientate alla sostenibilità: il progetto “Pedibus” e il giardino di comunità “Spighe bianche”.
“Pedibus” è, praticamente, un autobus che va a piedi: accompagnati da almeno due adulti, i bambini vanno a scuola in gruppo. Ci sono dei punti di raccolta dove i genitori lasciano i figli. Gli adulti, volontari o nonni, per lo più, si mettono uno davanti e uno a chiusura della fila di bambini. Si procede verso la scuola tutti insieme, chiacchierando; si evita di intasare il traffico davanti agli istituti e si controlla l’inquinamento.
“Spighe bianche” è il giardino della nostra scuola: un polmone verde che prima era incolto, ma che con un progetto di riqualificazione è diventato un punto di riferimento non solo per la scuola, ma per l’intero quartiere.
Abbiamo intervistato il Dirigente scolastico Michele Ventrelli, per saperne di più.

D: Preside, come nasce il progetto Pedibus? Chi l’ha creato?
R: Pedibus nasce da un’idea dell’associazione UISP, in collaborazione con il Comune di Matera, che circa tre anni fa ha proposto alle scuole materane, e quindi anche alla nostra, di entrare nel progetto. Noi abbiamo diversi plessi: inizialmente quello individuato era la scuola primaria di via Lazazzera, ma l’anno successivo si è allargato anche nei plessi Nitti e Lucrezio. Il Pedibus è un’esperienza bellissima perché permette a tanti bambini di raggiungere la scuola in tutta sicurezza e soprattutto senza inquinamento, perché per ogni bambino che partecipa al pedibus c’è una macchina in meno che circola per la città
D: Quali sono le tappe del Pedibus?
R: ogni plesso è raggiunto da una linea; a seconda della destinazione, ci sono partenze e tappe diverse. Quindi ogni plesso ha la sua tappa di partenza, ma fa anche delle fermate lungo il percorso e infine poi si arriva a scuola. Per i bambini è divertente ed è un bel momento di socializzazione. Dall’anno scorso, la nostra scuola si è dotata di mantelline per la pioggia da distribuire ai bambini, grazie all’intervento di uno studio tecnico che ci ha offerto questa opportunità.
D: C’è un referente del progetto Pedibus?
R: I referenti del Pedibus sono i responsabili di plesso, quindi in ogni plesso abbiamo un responsabile che si occupa, tra le tante incombenze, anche del progetto Pedibus.
D: È cambiato qualcosa nel Pedibus per via della pandemia?
R: Sì, quando la scuola è stata chiusa il progetto è stato sospeso, poi quando ha riaperto abbiamo ripreso il Pedibus con tutti i protocolli di sicurezza: i bimbi viaggiano a distanza più ampia e gli zaini vengono trasportati su un carrellino a parte.

D: Cambiamo argomento, preside. Parliamo adesso del giardino di comunità. Quando e come è nato il progetto “Spighe bianche”?
R: L’idea del giardino è nata nel 2014, quando, dopo la candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura, il Comitato bandì un concorso di idee che riguardava i nostri cittadini. Noi quell’anno proponemmo l’idea di recuperare un’area degradata nella scuola, che è quella del nostro attuale giardino; il progetto fu approvato e da quel momento il nostro spazio esterno è entrato nel gruppo delle aree scelte dal Comitato per potere piantare dei giardini.
La “svolta” è arrivata nel 2017 quando, grazie all’intervento degli studenti dell’Università di Milano, facoltà di Architettura, l’aspetto del nostro giardino è cambiato. I ragazzi si sono fermati a lavorare a Matera: in una sola settimana, il giardino è stato attrezzato di tavoli, panche, altalene: sono stati realizzati anche i cassoni per piantare le essenze e i terrazzamenti per le essenze della Murgia.
In pratica, la forma che ha ora il giardino è nata nel 2017.
D: Perché è importante per l’ambiente questo giardino di comunità?
R: Il giardino è importante per l’ambiente perché ci offre la possibilità di frequentarlo, respirando un po’ di aria pulita. Tutte le classi possono utilizzarlo per fare lezioni, quindi come aula all’aperto. Inoltre si può fare un’osservazione diretta dell’ambiente e questo può diventare molto istruttivo.
D: Ci sono progetti per valorizzarlo di più in futuro?
R: Il progetto principale riguarda il campetto di basket realizzato nel 2020, denominato “Playground Olimpia” e dedicato a Kobe Bryant. L’abbiamo attrezzato con canestri, abbiamo messo la recinzione intorno, abbiamo colorato il pavimento. I prossimi passi saranno di illuminarlo per le attività serali, rifare gli spalti e di rendere fruibili gli accessi alle persone disabili.

Lascia un commento