Primo orologio climatico in Italia: quanto tempo ci rimanere per salvare il Pianeta?

  • 15 Luglio 2021

Tic, toc, tic, toc: le lancette dell’orologio climatico continuano a girare. Secondo gli scienziati del MCC (Mercator Research Institute on Global Commons and Climate Change) ci restano solo 6 anni e 7 mesi prima di salvare il Pianeta.
Il 5 giugno di quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, è stato inaugurato il primo “climate clock” italiano, l’orologio installato e affisso sulla facciata del Ministero della Transizione Ecologica in via Cristoforo Colombo a Roma, che segna il tempo ancora a disposizione per contenere entro gli 1,5 C° l’aumento della temperatura media terrestre. “Il tempo che questi orologi indicano è il tempo che abbiamo per agire. Un tempo che possiamo invertire”, ha dichiarato il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani il giorno dell’istallazione.
Apparso per la prima volta a Union Square a Manhattan (New York) nel 2020, l’orologio climatico ideato dai due artisti americani Gan Golan e Andrew Boyd, nasce con l’intento di sensibilizzare i cittadini alla transizione ecologica. Sul display dell’orologio verranno mostrate anche alcune frasi e citazioni di studiosi, scienziati e attivisti impegnati per l’ambiente che possano contribuire a smuovere le coscienze, ad esempio la citazione dal regista Ermanno Olmi “il futuro ci giudicherà soprattutto per quello che potevamo fare e non abbiamo fatto” o quella del capo nativo americano See-ahth “la Terra non è un’eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli”.
L’amministratore delegato del Gse (Gestore dei Servizi Energetici) Roberto Moneta ha dichiarato che “la battaglia contro il riscaldamento globale” si configura come “la sfida del XXI secolo”, che “richiede una decisa accelerazione per essere vinta”. Moneta ha inoltre sottolineato che le rinnovabili siano le leve principali attraverso le quali intervenire e che la parola “agire” sarà la “parola chiave per esprimere quel cambiamento culturale necessario ad aggiungere tempo prezioso alla “lifeline” del nostro pianeta”.

Cingolani ha infine ricordato che in questi anni abbiamo molte sfide da affrontare, partendo “dal G20 Ambiente, Clima ed Energia fino alla Cop26 sul clima a Glasgow passando per la Youth4Climate e la PreCop” e che nel frattempo il climate clock ci ricorderà costantemente che “la transizione ecologica è lo strumento principale per liberarci dalla spada di Damocle dei rischi a cui ci espongono i cambiamenti climatici”.

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